Un incontro tra uomini,
una storia di feste
di Ignazio E. Buttitta
Nell’uggioso tardo pomeriggio
dell’11 aprile 1998, Sabato santo, mi trovavo in cima
al campanile di Caulonia. Sotto di me sfilavano, accompagnando
i loro venerati simulacri, i confrati dell’Immacolata
e del Rosario; di essi mi giungeva, ovattato, il salmodiare.
Fu questo il primo incontro con la Calabria e, a un tempo, con
Angelo Maggio.
Lassù, infatti, non ero solo. Insieme a me, i miei compagni
di ricerca e un’imprecisato numero di fotografi e videoperatori.
Lo spazio era esiguo e non v’era nulla che ci separasse
dal vuoto sottostante. Lo stare avanti o dietro non era però
solo una questione di coraggio. Chi ha vissuto queste situazioni
sa che tra coloro che a vario titolo si trovano nello stesso
luogo per documentare un evento spesso serpeggia, immediata,
una ostile diffidenza.
Non fu così allora. Un giovane robusto, tale Angelo,
imponeva con la sua “forza tranquilla” un ordine
solidale. Tutti i presenti poterono, alternandosi, fare ciò
che desideravano. Si chiacchierò brevemente, di noi,
dei nostri interessi. Ci ripromettemmo, con Angelo, un dialogo
più approfondito.
Da allora ad oggi abbiamo avuto modo di parlare spesso, di collaborare,
di lavorare insieme. Per me lui è un bravo etnofotografo,
un ideale compagno di ricerche: competente, sensibile, discreto,
non arrogante, non invadente.